Ciao Alex, Fatti onore!

Certo che ci mancherà, el niño: è inevitabile. Quella sua corsa insistita e profonda, quei grappoli di finte, i cambi di direzione improvvisi, la generosità. Quella sua indole imperturbabile, nulla che lo sfiorasse, che potesse in qualche modo condizionarlo: pensate e dite quel che volete, io gioco a calcio, a me interessa questo. E quel suo sorriso luminoso, le risposte franche, mai banali. Lo sapevamo che sarebbe successo, era nell’ordine delle cose, viste le qualità ed il talento. Eppure, Alex Cossalter ci mancherà.

Cossalter Alex, Union Feltre

Il bimbo timido che ai tempi del San Vittore restava lì, aggrappato alla rete, a guardare gli altri giocare, s’è infine fatto uomo, e stavolta non ha esitato. C’era da aprire una porta, apporre una firma su un foglio ed entrare a far parte del calcio che conta. “E’ stato la settimana scorsa, sono andato giù coi miei, ci ha accolto Marco Di Vaio, club manager del Bologna. Poi sono tornato giù questo lunedì per rientrare oggi pomeriggio: tre giorni di visite mediche e test atletici, a Casteldebole, in un Centro Sportivo immenso, spettacolare, un paio di campi in sintetico, gli altri in erba ma perfetti… e poi gli spogliatoi… veramente bello. In ogni caso, non è stato il momento della firma, quello più emozionante, quello che mi ha messo in circolo ricordi e pensieri…”

No? “No. E’ stato lunedì, quando ho preso il treno per tornare giù, da solo. Lì mi son messo a riflettere, lì la testa ha iniziato a lavorare…”

E qual era il pensiero dominante? “Che finalmente ce l’avevo fatta. E’ così, c’è poco da fare: lì ho davvero toccato con mano una prima conquista. Anni di sacrifici, di impegno, di fatica, perchè vuoi fare il calciatore, vuoi diventare professionista. E ti accorgi che ci sei riuscito! Naturalmente, non mi basta, ci mancherebbe altro. Ce la metterò tutta, l’avventura è appena iniziata e c’è tanta strada davanti, tanta strada che voglio percorrere. Però lunedì pensavo al contratto appena firmato, a dove stavo andando, ed ero felice. Io non sono nessuno, sia chiaro, ma una cosa la voglio dire ai tanti bambini e ragazzi che amano questo sport: ok, la nostra è una Società dilettantistica, magari siamo un po’ fuori dal giro del “grande calcio”, però poi, vedete?, se davvero crediamo nel nostro sogno, se siamo determinati nell’andare ad inseguirlo, possiamo farcela. Con la voglia, col sacrificio e con la passione, ci possiamo riuscire”.

Comincerai con la squadra Primavera, e poi… “E poi lo so, dipenderà molto da ciò che saprò dimostrare nella stagione entrante. Ma c’è una cosa da dire: il Bologna ha creduto in me, altrimenti non avrebbe fatto l’investimento che ha fatto proponendomi un contratto di tre anni. Questo mi dà fiducia, andrò a giocarmi le mie carte”.

Io ho notato questo, che, quando tu hai potuto vedertela coi tuoi coetanei, in giro con le varie Rappresentative, hai quasi sempre fatto la differenza… “Non sta a me giudicare. Tieni conto del fatto, però, che alcune di quelle rassegne offrono un livello un po’ più basso rispetto al campionato Primavera, per quanto di Fascia Due. A proposito: il Bologna è fresco di retrocessione, e ci attende una stagione-chiave, su cui dovremo saper imprimere la nostra impronta per poterci riguadagnare la Fascia Uno”.

28102017 - Calcio serie D: Union Feltre vs Abano - Alex Cossalter

I tuoi compagni dell’Union Feltre riprendono tra due settimane, a Rasai. “Io inizio il 23 o il 24, devo controllare… Quindi, i primi giorni sarò lì, a vederli. E, ogni volta che potrò tornare a Feltre, alla partita dell’Union non mancherò. Auguro loro con tutto il cuore di togliersi tante soddisfazioni, di migliorare quanto fatto l’anno scorso e due anni fa”.

Dei tuoi due anni, invece, qual è la partita che dentro di te custodirai più gelosamente? “Il derby, il primo. Certo, anche l’esordio di Trieste. Ma più il derby, perchè è vero che al “Rocco” fu la mia prima partita in serie D, ma sai, mancava un fuoriquota, il mister scelse me… c’era in qualche modo una piccola componente di casualità… Il derby fu una cosa diversa, quella partita mi diede tanta sicurezza, mi dimostrò che avevo le capacità per poter stare a quel livello, fu un’iniezione di fiducia pazzesca”.

I tifosi, come li vuoi salutare? “Ringraziandoli. Sentire partita dopo partita il loro supporto e la loro fiducia mi ha permesso di esprimermi al meglio. Anche in questi giorni, in tantissimi mi hanno scritto, congratulandosi per il mio trasferimento al Bologna, facendomi i complimenti… Non posso che ringraziarli, davvero. Vivono una passione autentica, se l’Union Feltre continuerà a mettere sul campo un certo spirito, questa gente non la abbandonerà”.

Vai, ragazzo, vai e fatti onore…

(AC)

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