Guanti, Riflessi e Forza Mentale

Il primo portiere è Davide Tognon, classe 1999. Il secondo lo annunceremo presto, e sarà probabilmente un suo coetaneo. L’uno e l’altro passeranno per le mani di Vanni Berlese, che è sì il nuovo responsabile tecnico del Settore Giovanile, ma, proprio come l’anno scorso, preparerà gli estremi della Prima Squadra.

La storia professionale di Vanni Berlese consta già di diverse tappe. Su una di queste ci soffermiamo un attimo: Calcio Padova, stagione 2011-2012, serie B. Vanni è nel gruppo dei collaboratori tecnici, osservatore e match analyst, i primi passi. Succede che dal Genoa arrivi un ragazzo di diciott’anni, un portiere, tale Mattia Perin. Lasciamoli lì, Vanni e Mattia, e torniamo all’oggi. Le attenzioni rivolte al calciomercato, da una settimanella a questa parte, sono fagocitate dall’affaire-Cristiano Ronaldo, a quanto pare in orbita-Juventus. Come stupirsene? Dovesse andare in porto, si tratterebbe di uno dei trasferimenti più clamorosi nella storia del nostro calcio, e non solo del nostro. Ma, prima dell’entrata in scena di CR7, la Società torinese qualche colpo l’aveva piazzato già. C’era, per esempio, da individuare un portiere, conclusasi l’èra del totem-Buffon. E su chi è caduta la scelta? Proprio su quel ragazzo lì, Mattia Perin: considerato il rapporto qualità/prezzo, quella bianconera pare mossa astuta. Gran presenza tra i pali, tempi di reazione disarmanti, plasticità in tuffo, fegato e sfrontatezza. Non bastasse, una determinazione feroce: gli salta il crociato del ginocchio destro nell’aprile 2016, gli parte quello del sinistro nove mesi dopo. Reagisce, soffre, diventa più forte di prima.

Vanni Berlese, Union FeltreTorniamo a Padova, sette anni orsono. Vanni Berlese ha ricordi nitidi: “Mattia, come gli altri portieri, era affidato a Giorgio Sterchele, ex Lanerossi Vicenza, ex Roma. Da addetto ai lavori, posso dirti che lo si vedeva lontano un miglio: Mattia era un diamante grezzo che aveva solo bisogno di potersi esprimere. Un fisico nella norma, ma una tecnica superlativa. Cui associava un carattere di ferro e la carica agonistica del vincente. Lavorava con un impegno ed un’attenzione maniacali. Percepivi il predestinato. Non mi capacitavo del fatto che si sentisse parlare solo dei Bardi e dei Leali, per la Nazionale azzurra… Ma si sa, uno porta i capelli lunghi e mostra una personalità spiccata, normale che resti ai margini… La cosa curiosa, inoltre, è che in quella stagione al Padova non mise piede una sola volta, in infermeria, neppure per una vescica. Se pensiamo alle disavventure fisiche che gli sono occorse, par quasi impossibile… Eppure, il modo in cui ha saputo ripartire dimostra una volta di più che il ragazzo ha stoffa”.

Wojciech Szczęsny, insomma, deve stare in guardia… “Penso proprio di sì. Detto che la Juve difficilmente compra riserve, Perin ha saputo guadagnarsi fiducia e considerazione ovunque sia andato. E tocca ripetermi: mentalmente è una potenza. La testa, nello sport, è fondamentale. Ecco, se i nostri portieri sapranno prendere ispirazione da un atteggiamento come quello di Mattia, avremo messo già una bella base…”

(AC)

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