L’Union Feltre si è Radunata

E’ scoppiata l’estate, finalmente. Il sole ha squarciato le nubi che dal primo pomeriggio provavano ad addensarsi: il campo sportivo di Rasai è infuocato. Arrivano i giocatori alla spicciolata, arriva il mister, già presenti i volontari che tirano striscioni ed apparecchiano per foto e presentazione. La curiosità di scoprire i volti nuovi, che col tempo impareremo a riconoscere, ed il piacere di ritrovare i vecchi. Il gruppo si dispone a cerchio in mezzo al campo. Col presidente in riviera, tocca al vice Graziano d’Incà far gli onori di casa: “Una cosa mi dissero quando giocavo a calcio io: uno da solo vince le partite, ma è la squadra che vince i campionati. Tenetelo a mente”. Gli subentra il ds Tormen: “Ragazzi, se siete qui è perchè avete la nostra massima fiducia. Bene: sappiate che qui si fa sul serio. Dedizione, impegno, responsabilità. La maglia dell’Union Feltre ce l’avete addosso sempre, in campo e fuori. Ecco perchè da voi ci aspettiamo un determinato comportamento, in ogni contesto”.

Rosa dell'Union Feltre, Stagione 2018-2019

Prima che abbia inizio l’allenamento con cui si aprirà la stagione 2018-2019, scambiamo due battute col capitano, Michael Salvadori: “Era ora, guarda, due mesi fermi, ero stufo di star a casa, e di lavorare soprattutto… Adesso iniziamo, e quest’anno vediamo di fare delle belle cose”. Senza sbilanciarci, giusto? “Esatto: salvarci il prima possibile e migliorare i risultati dell’anno scorso. Il resto si vedrà”. I ragazzi nuovi? “In stagioni diverse, ma ho giocato contro tutti quelli che sono arrivati. Ottimi innesti, e peraltro sono sicuro di una cosa: direttore e mister hanno scelto prima l’uomo del calciatore. Potrà venir fuori un bel gruppo”. E poi i nostri ragazzi… “Partiamo da Alex Cossalter, che è venuto a salutarci: è giusto sia andato via, non c’entrava nulla con questo livello… Per quanto riguarda gli altri che sono rimasti, io li ho visti allenarsi, e su chi si allena così l’Union Feltre potrà senz’altro contare. Non parlo solo dei nostri 2000, ma anche di Bordin e De Carli, di un anno più giovani, che già l’estate scorsa avevano svolto la preparazione con noi e che, a mio avviso, degli spazi sapranno ritagliarseli. E poi Corasaniti che abbiamo visto l’anno scorso a Chioggia, Franchini di cui mi ha parlato un gran bene Matteo Pinton… Insomma, partiamo fiduciosi”. Manca il presidente Giusti, oggi: una rarità… “L’ho sentito, torna sabato. Eh, chissà: l’anno scorso c’era e non abbiamo battuto il record dei punti, quest’anno non c’è…”

Un rappresentante della vecchia guardia, un nuovo arrivato, Francesco Torelli, in predicato di divenire il faro della squadra. “Sono felice di essere qua, carico, determinato a far bene. Non vengo da una stagione indimenticabile, e la voglio migliorare, anche a livello realizzativo…” Perchè tu ce l’hai, quel vizietto del gol… “Sì, e sarà meglio ritirarlo fuori -sorride-: negli ultimi anni ho fatto un po’ fatica, in questo senso, anche per via di una posizione in campo più arretrata”. Hai già giocato con qualcuno dei tuoi nuovi compagni? “Sì con Braian, Crivaro dico, sei mesi al Lumezzane nell’ultimo girone di ritorno. E vi assicuro, in allenamento si vedeva che numeri avesse… Poi si sa, c’è un allenatore, e le scelte spettano a lui. Speriamo che si sia tenuto i gol per quest’anno, dai!”

Torniamo da Toni Tormen. Sempre emozionante il primo giorno di scuola… “E’ vero! Campo, partite, allenamenti… alla fine, è questo il sale della nostra attività. Da oggi si comincia a fare sul serio, e a poter toccare con mano il lavoro che si è svolto in questi mesi”. Interessante anche la questione-girone, con chi potremo finire e se, per una volta, ci troveremo in un gruppo da 20… “Non escludo nulla, ma è presto: con tutte queste retrocessioni dalla B, coi grossi nomi che non prenderanno parte alla C, si produrrà uno scombussolamento generale… E poi il discorso delle squadre trentine: per esperienza mia, molto difficile che le mandino nel girone lombardo per il terzo anno di fila, ma vedremo. Sono quattro, a noi farebbe molto piacere tornassero a far parte del girone C, anche solo per una questione logistica”. La rosa, che giudizio ne dai? “Abbiamo confermato tutti i giocatori che desideravamo confermare. Tranne uno”. Chi? “Stefano Pelizzer, nessun problema a rivelarlo. Lui era un giocatore che per me stava bene in questo gruppo, hanno prevalso ragioni diverse, pazienza. Per il resto, sono arrivati calciatori importanti per la categoria, e poi non scordiamoci i nostri giovani, son sicuro che ci daranno soddisfazioni, ed in ogni caso noi la nostra scelta l’abbiamo fatta: succeda quel che succeda, un nostro 2000 in campo andrà sempre. Ed attenzione anche ai 2001, promettenti davvero…”

Andreolla Sandro, Allenatore Mister dell'Union FeltreRombano i motori, rubiamo l’ultimo minuto a mister Andreolla prima dello start. Le tue sensazioni, le tue aspettative, il tuo stato d’animo… “Per citare un cartone animato che mia figlia adorava da piccola, ti dico che sono felice da far schifo. Sono nel posto in cui ho iniziato, qui a Rasai, ed è un luogo che di per sé mi crea aspettative: la gente qui veniva a vedermi giocare, quella stessa gente vorrei riuscire a farla sentire partecipe adesso, a far in modo che venga allo “Zugni Tauro”, che segua i nostri allenamenti… Ma dipenderà da noi, evidentemente, saperla coinvolgere. Ora cominciamo sul serio, dopo questi due mesi belli, in cui, lavorando fianco a fianco col direttore, abbiamo plasmato la nostra creatura, nella quale crediamo molto. Nessun proclama, come già detto dai dirigenti. Ma sono personalmente molto fiducioso, perchè abbiamo scelto degli uomini importanti, sia sotto il profilo umano che tecnico”. Ed è giusto aspettarsi tanto anche dai nostri ragazzi… “Assolutamente sì. Più di qualcuno proviene dal nostro vivaio. Quest’anno non ci sarà più Alex -che ho peraltro appena visto qui, con enorme piacere-, ma giocherà di sicuro un nostro 2000, forse più di uno, in qualche circostanza… Questo dev’essere un traino per tutto l’ambiente. Ed allo stesso modo confido nei nostri 2001: io preclusioni non ne ho, chi dà di più e dimostra di meritarlo, gioca”.

Sgombrare. Il preparatore atletico Graziano Santomaso comincia a farli correre, poi li dispone in riga, attivazione, allungamenti… Ci siamo, alè!

(AC)

[Un ringraziamento particolare al Quick Service per il prezioso supporto fotografico]

Condividi: