E’ Sandro Andreolla il mister per la Prossima Stagione

Ma quale traghettatore?! Sull’altra sponda del fiume, c’era in attesa una magia: come una zucca che si fa carrozza, il traghetto è divenuto nave. Ora si può scrutare l’orizzonte, tracciare rotte, immaginare approdi lontani. Sandro Andreolla è al timone, la stagione 2018-2019 sarà il vasto mare su cui potrà misurare progetti ed ambizioni, personali e di squadra.

Sandro Andreolla allenatore Union Feltre e il presidente Giusti

“Zugni Tauro”, sala Ocri, s’è pranzato da poco. E’ la conferenza-stampa di presentazione. Al tavolo, il presidente Giusti, il vicepresidente D’Incà, il direttore sportivo Toni Tormen e il neo-allenatore Andreolla. In mattinata, la SSD Union Feltre ha fatto le sue ultime valutazioni, ed ha tratto il dado: i venti giorni di Sandro, il suo lavoro sul campo, le sue doti di motivatore hanno detto quanto occorreva. Il profilo dell’ex bomber neroverde è il profilo di cui c’era bisogno. “E’ stata una scelta semplice e condivisa -è il presidente a prendere la parola-. Anzi, ci tengo alla chiarezza, viste le troppe voci prive di fondamento che si sono rincorse in queste settimane sulla stampa locale, anche in merito a fantomatici “no” che avremmo incassato… Dimessosi Andrea Pagan e nominato Sandro Andreolla come allenatore per le ultime tre gare di campionato, abbiamo iniziato a muoverci intorno a due profili. Uno ci aveva dato piena disponibilità, l’altro non è risultato compatibile con le nostre esigenze per la Prima Squadra. Solo che, nel frattempo, qualcosa è cambiato, ed il primo a percepirlo è stato proprio il nostro direttore sportivo: Andreolla stava dimostrando di saperci fare, trovandosi oltretutto a guidare il gruppo in una fase abbastanza delicata. Ci ha convinto, insomma, ed abbiamo deciso di puntare su di lui. Che, tra l’altro, incarna il tipo di figura che ci piacerebbe veder durare nel tempo. Ecco, la continuità alla guida tecnica è un passo che miriamo a compiere”.

Il direttore sportivo conferma in toto: “E’ proprio così, queste sono state le precise dinamiche. Per il dopo-Pagan avevamo in testa idee ben chiare, ed il fatto che Sandro Andreolla fosse “a scadenza” è la riprova che con quell’altra figura di allenatore ci stavamo confrontando. Ma Sandro ha ampiamente dimostrato di essere in grado di ricoprire questo ruolo, non solo e non tanto nelle tre partite che la squadra ha disputato con lui in panchina, quanto soprattutto per come ha lavorato settimanalmente sul campo e per come ha tenuto in pugno lo spogliatoio. Notato tutto ciò, è chiaro che abbiamo rivalutato l’intera questione”.

“E’ proprio questo -gli fa eco il mister- a rendermi maggiormente orgoglioso: essere stato scelto per quanto fatto vedere in queste tre settimane. Dentro di me, il punto di svolta è stata forse l’unica gara interna, quella contro l’Este: se prima non avevo altro pensiero che quello di concludere la stagione nel migliore dei modi, da quel giorno mi sono subentrate altre sensazioni. Avvertivo che qualcos’altro avrebbe potuto accadere. E ci speravo, naturalmente, perchè questo è il posto migliore, per me”.

Qual è la squadra che hai in testa, come atteggiamento? Una squadra che si regola sull’avversario o che costringe l’avversario ad adeguarsi? E quindi, qual è l’allenatore che prendi come modello, che tu abbia avuto da giocatore o meno? “La mia squadra dovrà avere un’identità precisa, e certo non vorrà adattarsi agli altri, a meno che -è chiaro- non si trovi di fronte un vero e proprio squadrone… E, ingrediente fondamentale, la mia squadra deve non voler prendere gol. Che non significa essere difensivisti. Significa attenzione feroce quando non si è in possesso di palla. E’ presente in questa sala il capitano dei miei Giovanissimi Elite: lui lo sa, quanto io tenga a questo aspetto. Poi, una volta recuperata palla, lì inizia un altro discorso… Per quanto concerne il mio possibile modello: ne ho avuti tanti, di allenatori, ed alcuni davvero bravi. Ma ambisco a crearmene una mia, di personalità”.

Il presidente Giusti torna sul concetto del non voler prendere gol… “Abbiamo chiuso con un dato statistico francamente inaccettabile: 56 reti subite in 34 partite. Su questo dobbiamo crescere, e tanto. Ed anche da un altro punto di vista: la regolarità, la costanza nell’arco dei nove mesi di campionato. Non possiamo alternare fasi anche ottime ad imbarcate come certe che abbiamo rimediato quest’anno. La posizione di classifica, mi chiedete? Viene di conseguenza, quando hai continuità di rendimento. E comunque, lo sapete: essenziale per l’Union Feltre è non perdere la serie D e proseguire nella valorizzazione dei migliori giovani del proprio vivaio. A proposito, visto che volete qualche anticipazione su partenze ed arrivi in rosa… Alex Cossalter quasi sicuramente ci saluterà, per approdare al professionismo. Dal lato sportivo, è per noi una grossa perdita, naturalmente. Ma nel contempo è un’enorme soddisfazione, per tutto l’ambiente Union Feltre. Comunque, portate pazienza qualche giorno, ed arriveranno i primi movimenti di mercato… ”

Ci si avvia verso il prato dello “Zugni Tauro”, fotografia di rito, Giusti ed Andreolla uniti da una maglia verdegranata… S’è aperta una nuova stagione.

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