Venezia vs Union Feltre a Sappada.

Amichevole | Stagione 2017/2018

0-2

Amichevole, Union Feltre vs Venezia FC

Tabellino

UNION FELTRE (4-3-3): Borrelli; Pinton, Busatto, Guagnetti, Salvadori; Pelizzer, Tanasa, Carraro; Cossalter, Fusciello, Madiotto.
Allenatore: Andrea Pagan.

VENEZIA (3-5-2): Audero; Bruscagin, Modolo, Domizzi; Fabris, Vitale, Bentivoglio, Falzerano, Zampano; Fabiano, Moreo.
Allenatore: Filippo Inzaghi.

MARCATORI: 40' Modolo, 53' Fabiano.

NOTE: pomeriggio variabile, terreno in ottime condizioni, spettatori 250 circa. Nella ripresa, consueta girandola di sostituzioni, da ambo le parti. Nell'Union Feltre subentrano, chi dal 46' chi successivamente, Bartolini, Boschet, Pinatti, Gjoshi, Giacomazzi, Paludetto, Stefani, Solagna, Zonta e Trevisan.

Cronaca

Venezia vs Union Feltre a Sappada. Venezia vs Union Feltre a Sappada.

 

SAPPADA – Prima uscita stagionale, ad una settimana dal raduno, e c'è di che esser felici. L'Union Feltre di mister Pagan tiene testa al Venezia neopromosso in serie B. Non solo: nel primo tempo specialmente, già mette in mostra una personalità ed una precisa identità tattica che non possono che far ben sperare. Reparti compatti, distanze precise, e quel gioco tutto paganiano tra terzini e mezzali che già s'era intravisto in allenamento e sul quale, pazienterete, val la pena di spendere due parole. Il mister chioggioto vuole questo: appena riconquistiamo palla, un terzino ma non di rado entrambi si fiondano sulla profondità. Di fatto, in pochi secondi abbiamo palla in mano e due ali aggiunte. I due esterni d'attacco entrano dentro il campo, il centravanti diviene il riferimento di una batteria di quattro assalitori che gli lavorano freneticamente alle spalle. C'è un problema: se i terzini si sganciano con tanta costanza, rischio di perder palla e difendere in due, Busatto e Guagnetti. Ma ecco il contromovimento delle mezzali, che bilanciano l'istantanea propulsione degli esterni (oggi, Pinton e Salvadori) e si abbassano leggermente in diagonale. Questo non solo mi tutela in caso di errore in impostazione, ma chiama il centrocampo avversario a sballare le proprie distanze, nel senso che le sue mezzali o in ogni caso i suoi mediani rischiano di farsi risucchiare dalle mezzali nostre, di seguirle troppo sulla nostra terza linea e di lasciare in mezzo al campo una landa desolata nella quale il Cossalter o il Madiotto o il Fusciello di turno possono venire a predicare e ad inventare indisturbati, quasi increduli di fronte a tanto buon cuore. Poi sentiremo lo stesso Pagan, in proposito, ma non dimenticheremo intanto che stiamo parlando ad una settimana dall'inizio del ritiro estivo. Certo, pare davvero una traccia su cui il mister è intenzionato a puntare forte. E, tatticamente parlando, ha un fascino bestiale.

Per cui, il Venezia tiene palla, la fa girare a ritmi fatalmente non elevatissimi, e stenta per tutto il primo tempo a costruire anche soltanto i presupposti della pericolosità. Davanti, Inzaghi propone Moreo come ariete, Ferrari gli subentrerà nella ripresa. In mezzo, Bentivoglio dirige le operazioni. Dietro, spicca la ben nota fisicità di Domizzi. L'Union Feltre consegna le chiavi a Tanasa, play basso, gran tempi di gioco, gran lucidità. Ai suoi fianchi, il motorino Pelizzer e la prestanza di Carraro. Dietro, detto dei terzini, Borrelli difende i pali, e si fa tanto sentire guidando a voce il reparto, e Busatto-Guagnetti danno subito la sensazione di una bella coppia: personalità, letture, buona propensione all'avvio di manovra. Davanti, è Tobia Fusciello a fare le veci del malconcio Calì, mentre sugli esterni Cossalter parte da destra e Madiotto da sinistra.

Un minuto di silenzio in ricordo di Serena Zanella, e si comincia con il Venezia a muovere palla. Occasioni vere, però, niente, almeno fino al 23', quando una punizione mancina di Fabiano si spegne oltre il secondo palo di Borrelli. Due giri di lancetta, arriva la risposta di Tanasa, sempre da fermo: destro dai 30 metri, la palla batte a terra, Audero la fa sua centralmente. Inzaghi invita i suoi alla calma, a non affrettare le soluzioni profonde. Attorno alla mezz'ora, Madiotto passa al centro dell'attacco, Fusciello si allarga, ed è un allargarsi in realtà diverso, chè non di rado Tobia viene a farsi dar palla quasi da vertice alto di un rombo. Al 36', Carraro trova il break alto, converge sul destro e cerca di piazzarlo sul palo lungo: out di un paio di metri. Dubbia punizione di seconda a favore del Venezia (Borrelli aveva agguantato in presa dopo un suo rinvio sbilenco...), tocco corto, sassata di Bentivoglio, ribattuta, palla sui piedi di Moreo che può sparare da 6 metri quasi a botta sicura, prodezza di Borrelli che sceglie il lato giusto, va giù in due nanoscondi ed addirittura blocca la palla. Applausi. La prima frazione pare avviata a chiudersi su uno 0-0 che non solo sarebbe prestigioso ma che non farebbe una grinza. Invece no: corner da destra, terzo tempo e stacco perentorio di Modolo, incornata a dieci centimetri dalla traversa che Borrelli può solo sfiorares. 1-0 per i lagunari, e si rientra negli spogliatoi.

Subito in campo Bartolini, Boschet, Pinatti, Gjoshi e Giacomazzi: mezza squadra nuova. Idem nel Venezia. Che dà ora l'impressione di trovare la nostra area con un filo di scioltezza in più. Un paio di mischie che riusciamo a sventare, poi la botta secca di mezzocollo esterno con cui Fabiano inchioda Bartolini sotto il primo incrocio: 2-0 per loro. Ma non molliamo, e questo è un altro ottimo segnale. Stiamo in campo fino alla fine con ordine e puntiglio. Stefani, anzi, sfiora il gol con una girata da falco su cross proveniente da sinistra, e poco prima del novantesimo gran volo di Bartolini a disinnescare un destro in girata di Ferrari un metro fuori dall'area. Applausi per i vinti non meno che per i vincitori.

Di fronte agli spogliatoi, chiediamo a Filippo Inzaghi che impressione abbia avuto della nostra squadra. “Buona squadra davvero, per noi un ottimo test. E' stata una bella partita, giocata bene di qua e di là. Faccio il mio in bocca al lupo all'Union Feltre perchè possa fare un buon campionato. Noi? Siamo in crescita, ancora ci manca un po' di brillantezza, ma è normale a questo punto della stagione. Conta arrivare pronti al 6 agosto, data del primo impegno ufficiale”.

Ed eccoci a mister Pagan: grande primo tempo, il nostro, per personalità, per atteggiamento, per pulizia tattica, col Venezia che faticava a costruire palle-gol. Sarebbe dovuto finire 0-0, dai... “Sono d'accordo, al di là del fatto che il gol lo potevamo evitare. Ma non parliamo di episodi: siamo stati bene in campo, volevamo rimanere in partita il più possibile e l'abbiamo fatto bene. Ecco, potevamo magari essere un po' più tranquilli quando avevamo la palla, invece a volte ci ha fregato la frenesia.... Però sono contento, abbiamo tenuto bene il campo e non abbiamo perso mai i nostri equilibri”. Ti aspettavi dopo solo una settimana di vedere in campo movimenti così precisi, distanze così ben tenute? “Quando una squadra è molto disponibile a lavorare, ci sta che possa assimilare presto, te lo puoi aspettare. Questo è un gruppo che mi sta dando piena disponibilità, fino a qui. Poi ci sono gli errori, naturalmente, e ci mancherebbe altro: gli errori dobbiamo farli! Ti faccio un esempio, Guagnetti ad un certo punto ha provato il cambio-gioco, l'ha sbagliato, e poi non l'ha più provato: mi sono arrabbiato [no, non proprio questo verbo... nda] Devi provarlo ancora, non me ne frega niente che lo sbagli! Se vogliamo migliorare, dobbiamo sbagliare. Detto questo, è una squadra che mi segue e che ci mette impegno, in quello che fa. Avevo chiesto una cosa in fase difensiva ed una in fase offensiva: oggi me le hanno date entrambe”. Bene la coppia centrale difensiva, bene Andrei Tanasa, grosso equilibratore, movimenti giusti, scelte di giocata giuste... “Vero, sa dove mettersi e quando farlo. Deve un pelo velocizzare certe giocate, ma in questa fase qui è normale che le cadenze non siano ancora ottimali. Poi, è molto bravo nello schermare i due centrali, che non potrebbero far bella figura, d'altronde, se la linea di centrocampo non fosse organizzata in fase di non-possesso. Ma ci sono aspetti da migliorare: quando attacchiamo, non dobbiamo rimanere troppo larghi, per esempio. Lo so che vado un po' controcorrente, ma i miei esterni alti mi devono difendere larghi ed attaccare dentro il campo...” Anche perchè, altrimenti, ti vanificano l'opzione su cui tanto stai lavorando dei terzini-fionda, che, immagino, ti serve per attaccare di fatto a 5 in pochissimi secondi... “4+1, per essere precisi: il centravanti e subito dietro i due terzini in avanzata e i due esterni d'attacco che si devono accentrare all'istante. Ci serve tempo, ma impareremo a farlo”. Con le mezzali a garanzia in caso di palla persa in impostazione, giusto? “Sì, ma la mezzala può anche ricever palla, ed allora lo sviluppo avverrà per altre vie e con altre tempistiche. Altra possibilità ancora, che esploreremo strada facendo: la mezzala mi viene in trequarti, a terzini bloccati, ed il largo in questo caso me lo danno i due dietro il centravanti. Se ci si muove bene, anche in questo caso si attacca in 5, in un batter d'occhio”. Spettacolare, ma è tardi. E la strada è lunga... Alla prossima: 5 agosto, Rasai, ci farà visita la Virtus Vecomp. Alè!

Campo di gioco

Campo Sportivo di Sappada

Campo Sportivo, 32047 Sappada BL

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